mercoledì 1 dicembre 2010

Decalogo della decisione


Ogni giorno dobbiamo prendere diverse decisioni, piccole o grandi.

Qualche volta l’ansia e la paura delle conseguenze ci bloccano, e allora cerchiamo di rinviare il fatidico momento della decisione o lasciamo che siano altri a decidere al nostro posto.

La strategia del topo è un delizioso libro di Rita Pohle che, attraverso una favola, illustra come prendere le decisioni e non permettere agli eventi di decidere per noi.

Ecco un decalogo di consigli tratto dal libro:

1. Prendiamo costantemente decisioni delle quali, di solito, non siamo consapevoli.

2. Chi non decide da sé, lascia che siano gli altri a farlo.

3. Mentre la ragione sta ancora valutando, il cuore ha già deciso da tempo.

4. La decisione di intraprendere una nuova strada può comportare anche conseguenze spiacevoli. Perciò servono coraggio ed energia!

5. Sapere cosa non si vuole è il primo passo verso una decisione.

6. Non esistono occasioni perdute, soltanto decisioni mancate.

7. Anche non voler decidere quando si è sotto pressione è una decisione!

8. Non esistono decisioni sbagliate: sulla strada verso la meta si devono mettere in conto le deviazioni.

9. Non si può accontentare tutti con le proprie decisioni. Ma si può accontentare se stessi.

10. Una decisione è possibile soltando superando la paura delle conseguenze.


Che cosa ne pensate?

3 commenti:

  1. Fa sempre bene leggere questi consigli.
    Io ho letto, invece, "La strategia dello scoiattolo" (Schirrmacher Elise): vivere meglio imparando ad applicare alcuni usi e costumi dei nostri amici animali. Sembrerà assurdo ma hanno tanto da insegnarci, o da ricordarci. :-)

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  2. Molto carino "La strategia dello scoiattolo".
    Grazie per la segnalazione.
    E' vero abbiamo molto ancora da imparare...

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  3. Ottimi suggerimenti.
    Valgono non solo per la sfera personale, ma soprattutto per quella professionale: verifico ogni giorno che le accelerazioni del cambiamento producono sempre di più la tendenza all'immobilismo. Se vale per le persone, figuriamoci per le organizzazioni!
    E poi parlano tutti di innovazione....

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