giovedì 30 dicembre 2010

10 verbi per il nuovo anno



Un anno molto duro sta per finire. E il nuovo anno che sta per iniziare non si preannuncia facile.

Ecco allora 10 verbi e consigli per affrontare e superare il 2011:

1. Ripartite dalle Vostre passioni.

2. Rompete gli schemi e le vecchie abitudini.

3. Rinnovate l’approccio al business.

4. Relazionatevi sempre più con gli altri.

5. Ricercate nuovi strumenti e modi per promuoverVi.

6. Rilanciate focalizzando maggiormente la Vostra attività.

7. Raccontate le Vostre esperienze e le Vostre capacità.

8. Rafforzate le Vostre competenze investendo in formazione.

9. Rovesciate la negatività trasformandola in positività.

10. Resistete comunque: la notte (prima o poi) passerà!


Auguri a tutti gli amici, colleghi, professionisti ed appassionati di marketing personale per un nuovo anno di soddisfazioni e successi!

martedì 28 dicembre 2010

L'importanza dell'ascolto



Una stimolante presentazione di Anna Maria Carbone sul ruolo e l'importanza dell'ascolto.

Ascoltare è molto diverso da "sentire".
E’ molto lontano anche da “rispondere”, lontanissimo da “replicare”.
L’opposto di “discutere”.

Ascolto attivo significa:

1. Sospendere i giudizi, non definire l'interlocutore o quello che dice. Dobbiamo solo seguire il suo pensiero, ascoltate per capire e non per giudicare;

2. Osservare ed ascoltare, raccogliendo tutte le informazioni necessarie sulla situazione contingente;

3. Mettersi nei panni dell'altro, cercare di assumere il punto di vista del proprio interlocutore e condividendo le sensazioni che manifesta;

4. Verificare la comprensione, facendo domande, parafrasando, chiarendo, riassumendo ciò che abbiamo capito o gli aspetti concreti di ciò che l’interlocutore ci ha detto.




Ulteriori stimoli in questo post: L’ascolto nella mediazione.

giovedì 23 dicembre 2010

Auguri per un Sereno Natale



Auguri per un Sereno Natale a tutti gli amici, colleghi, professionisti ed appassionati di marketing personale. Buon Natale!

giovedì 16 dicembre 2010

Esperienze di marketing personale 2: un nuovo free ebook


Una seconda nuova raccolta: 10 post tratti dal mio blog, 17 interviste inedite, 15 QR code per video tutti da scoprire.

Inoltre il template originale del Personal Marketing Plan da scaricare per progettare e scrivere il tuo piano di marketing personale.

17 nuove interviste che raccontano ancora il marketing personale attraverso lʼesperienze dirette di professionisti e consulenti, preziosi e stimolanti contributi che ho raccolto appositamente.

Questo 2° ebook è, quindi, il completamento di quasi un anno di lavoro ed insieme al primo “Esperienze di marketing personale” offre una raccolta di spunti e riflessioni utili per un migliore approccio alla propria promozione e alla valorizzazione delle proprie competenze.

Un grazie di cuore a Alberto Antonello, Davide Basile, Virginia Busato, Giosuè DeCarli, Francesco Maria deFeo, Francesco Fascinato, Paola Frateschi, Federico Gargiani, Adriano Gasparri, Giuliano Iacobelli, Mirko Lalli, Antonio Procentese, Paolo Pugni, Marina Ripoli, Paola Santoro, Sasà Tomasello ed Emanuela Zaccone per la loro disponibilità, cortesia ed il loro prezioso contributo di know how e passione.




Qui il link diretto invece al primo ebook della serie.

lunedì 13 dicembre 2010

Il Personal Branding attraverso i Social Network


Sei passi necessari per sviluppare il tuo piano di personal branding in una interessante presentazione di Connector, agenzia di marketing digitale irlandese.

I passi necessari sono:

1. Definisci chi sei e le caratteristiche del tuo personal brand.

2. Crea la tua identità on line.

3. Crea i tuoi spazi sui social network.

4. Crea i tuoi contenuti e condividili attraverso i tuoi social network.

5. Sviluppa le tue connessioni.

6. Sviluppa la tua community.



Molto interessante anche il loro modello Connector delle 10 Cs:

1. Analizza il Contesto di mercato in cui vuoi inserirti.

2. Analizza il comportamento e le attitudini dei tuoi Clienti.

3. Identifica o crea una Community di persone interessate alla tua offerta.

4. Crea Concepts in grado di attirare l'attenzione verso il tuo business.

5. Sviluppa le Collaborazioni.

6. Crea e condividi Contenuti in grado di creare valore per i tuoi clienti.

7. Sviluppa Connessioni attraverso l'ottimizzazione della tua presenza online.

8. Crea occasioni di Conversazione e di dialogo con i tuoi clienti.

9. Crea contenuti Contagiosi che possano essere condivisi dalla tua community.

10. Misura ed analizza la capacità di Conversione delle tue attività on line in reali clienti.

sabato 4 dicembre 2010

L'alfabeto del personal branding


21 parole chiave, ordinate alfabeticamente, per comprendere i concetti ed il processo del personal branding.

Eccole sinteticamente:

Ascolto: l'attività prioritaria prima, durante, dopo. Ovvero sempre.

Blog: la tua casa, il tuo punto di partenza on line.

Contenuti: gli strumenti più potenti per diventare visibili e costruire una solida reputazione.

Dialogo: il vero valore aggiunto della comunicazione.

Esperienze: il tuo patrimonio professionale e personale.

Facebook: gli americani dicono "Fish Where the Fish Are".

Google: sul web tu non sei tu, sei quello che dice Google.

Humour: un tocco di ironia e di leggerezza senza mai prendersi troppo sul serio.

Innovazione: come atteggiamento mentale, come voglia di continuare ad apprendere e sperimentare.

Linkedin: il più professionale dei social network.

Misura: ogni attività per capire, valutare, migliorare.

Network: costruisci e cura la tua rete di relazioni.

Obiettivi: che tipo di professionista sei o vuoi essere? Dove vuoi arrivare?

Passioni: cosa ti entusiasma? Come le tue passioni possono aiutarti nel tuo lavoro? Come trasferire l’entusiasmo e la motivazione nel tuo quotidiano?

Qualità: le tue abilità, competenze, talenti.

Reputazione: il fine ultimo del personal branding ovvero la costruzione di una solida reputazione professionale.

Strategia: per andare per dove dobbiamo andare, per dove dobbiamo andare? Le scelte fondamentali per sviluppare il tuo business.

Tempo: non ci sono ricette magiche; ci vuole pazienza, costanza e perseveranza.

Utilità: del tuo lavoro non solo economica, ma anche sociale.

Valore: delle tuo essere professionista e i tuoi valori da condividere.

Zero (budget): per svolgere attività di personal branding non servono grandi budget. Molto più utili sono la voglia di mettersi in gioco, un pizzico di creatività e lo sviluppo di una "giusta" strategia.


Che cosa ne pensate? Altri suggerimenti o proposte per le parole chiave?

mercoledì 1 dicembre 2010

Decalogo della decisione


Ogni giorno dobbiamo prendere diverse decisioni, piccole o grandi.

Qualche volta l’ansia e la paura delle conseguenze ci bloccano, e allora cerchiamo di rinviare il fatidico momento della decisione o lasciamo che siano altri a decidere al nostro posto.

La strategia del topo è un delizioso libro di Rita Pohle che, attraverso una favola, illustra come prendere le decisioni e non permettere agli eventi di decidere per noi.

Ecco un decalogo di consigli tratto dal libro:

1. Prendiamo costantemente decisioni delle quali, di solito, non siamo consapevoli.

2. Chi non decide da sé, lascia che siano gli altri a farlo.

3. Mentre la ragione sta ancora valutando, il cuore ha già deciso da tempo.

4. La decisione di intraprendere una nuova strada può comportare anche conseguenze spiacevoli. Perciò servono coraggio ed energia!

5. Sapere cosa non si vuole è il primo passo verso una decisione.

6. Non esistono occasioni perdute, soltanto decisioni mancate.

7. Anche non voler decidere quando si è sotto pressione è una decisione!

8. Non esistono decisioni sbagliate: sulla strada verso la meta si devono mettere in conto le deviazioni.

9. Non si può accontentare tutti con le proprie decisioni. Ma si può accontentare se stessi.

10. Una decisione è possibile soltando superando la paura delle conseguenze.


Che cosa ne pensate?

venerdì 26 novembre 2010

Lavori con la conoscenza? Quale conoscenza vendi?



Know-How è un termine inglese il cui significato letterale è "sapere come". Rappresenta di solito l'insieme di conoscenze, esperienze e abilità in uno specifico settore.

Viene tradotto in italiano con "conoscenza, capacità ed abilità" accumulate da una persona, da un'impresa, da un Paese.
In campo economico cedere know-how significa "vendere" conoscenze, competenze tecnico-scientifiche nonché esperienza.
Sono know-how, quindi, i pareri e le consulenze tecniche e scientifiche fornite da liberi professionisti.

Ho provato a classificare 4 tipologie di conoscenza spesse confuse o sovrapposte con il know-how.

1. La conoscenza teorica ovvero so che cosa è come concetto, modello o teoria;

2. La conoscenza pratica ossia conosco come funziona o come inserire la conoscenza in un sistema già consolidato di saperi;

3. La conoscenza tecnica ovvero la capacità di usare la conoscenza per raggiungere degli obiettivi prefissati;

4. La conoscenza professionale o la capacità di usare la conoscenza per generare valore in termini di business.

I quattro tipi di conoscenza sono diversi tra loro e possono essere considerati degli steps progressivi da sviluppare ed implementare via via con l’esperienza professionale e la formazione specifica.

Ad esempio posso conoscere che cosa è un piano di marketing, sapere come andrebbe formulato, saper scrivere ed implementare un efficace piano di marketing per la mia azienda ed infine saper insegnare ad altri come riuscire a farlo in modo ottimale per la loro specifica attività.

Normalmente ciascun professionista sviluppa un proprio know how specifico, spesso settoriale, che cerca poi di collocare sul libero mercato. Un professionista serio cerca di vendere il proprio know how sforzandosi di differenziarsi dai competitors ad esempio illustrando la propria capacità di problem solving.

La crisi attuale economica ha accentuato comportamenti di sconfinamento con professionisti che cercano di allargare il proprio business invadendo aree di competenze non proprie e vantando know how e capacità possedute spesso solo in termini di conoscenza teorica.

Con la diffusione dei social network e la possibilità per ogni persona di condividere le proprie opinioni ed esperienze assistiamo ad un vero e proprio bombardamento on line di opinioni, pareri e consigli di esperti e sedicenti tali.

Ho definito questo fenomeno come lo sviluppo dell’area degli spacciatori di conoscenza, in quanto queste persone cercano di vantare competenze ed esperienze in realtà molto poco approfondite e vissute su una reale esperienza professionale.
Questo fenomeno inoltre genera meccanismi di confusione, spiazzamento e distorsione della già complicata competizione concorrenziale.

Come riconoscere lo spacciatore di conoscenza dall’onesto e corretto lavoratore professionista del know how?

Dalla mia esperienza ecco alcuni sintomi che possono rivelarlo.

1. L’assoluta certezza nelle sue affermazioni e valutazioni.
2. Spesso è presente una nota di arroganza e di disprezzo per le opinioni diverse dalla sue.
3. E’ sempre autoreferenziale o cita i classici studi a memoria.
4. Usa il ragionamento astratto.
5. Lo stile del linguaggio è molto tecnico e ricco di tecnicismi in modo da renderlo scarsamente comprensibile.
6. Tende a complicare ogni aspetto pragmatico e a fare infiniti distinguo verbali.
7. Il suo pensiero segue uno svolgimento assolutamente lineare. Di fronte ad interruzioni o cambiamenti di piano logico perde il filo ed il senso del discorso.
8. Se è in aula proietta senza sosta centinaia di slides fitte fitte di testo che regolarmente legge in modo monotono.
9. Se gli chiedete degli esempi pratici cambia discorso o porta casi classici di multinazionali, come da manuale, per impressionare.
10. Se gli chiedete come potete usare concretamente nella vostra realtà le conoscenze vi dirà che bisogna studiarci sopra attentamente e che serve un incarico ufficiale a pagamento per farlo.


Conoscete degli spacciatori di conoscenza? Cosa ne pensate?

martedì 23 novembre 2010

La formazione ed il principio di Peter



Ci sono situazioni in cui i limiti della nostra conoscenza possono essere messi a nudo.
Se on line possiamo in qualche modo ingannare i nostri interlocutori e fingerci esperti, nella vita reale tutto diventa più difficile.

Il principio di Peter, o principio di incompetenza, evidenzia, in modo ironico e paradossale, il meccanismo della carriera aziendale:

1. In ogni gerarchia, un dipendente tende a salire fino al proprio livello di incompetenza.

2. Con il tempo ogni posizione lavorativa tende ad essere occupata da un impiegato incompetente per i compiti che deve svolgere.

3. Tutto il lavoro viene svolto da quegli impiegati che non hanno ancora raggiunto il proprio livello di incompetenza.

Il principio di Peter è un saggio scritto nel 1969 da Laurence J. Peter, psicologo canadese, insieme a Hull Raymond.

Da questo principio si può trarre la conclusione che ogni posto chiave tende potenzialmente ad essere occupato da un incompetente, una persona cioè in grado di creare più problemi di quanti possa risolverne.

L'incompetenza non deriva dalla posizione gerarchica più elevata e quindi da compiti più difficili da svolgere di quelli che la persona è in grado di svolgere, ma semplicemente perché i compiti sono di natura diversa da quelli svolti in precedenza e richiedono, di conseguenza, esperienze lavorative che la persona solitamente non possiede.

Di conseguenza la strategia di promuovere i "migliori" provoca una rapida diminuzione di efficienza, mentre l'organizzazione funziona meglio solo se le persone mantengono la propria competenza ad ogni livello.

Un recente studio dell'Università di Catania, basato sulla teoria dei giochi sembra confermare tale ipotesi.

La formazione continua è la sola possibilità di ridurre il manifestarsi del principio di incompetenza?

Che cosa ne pensate?


Per chi volesse un approfondimento divertente sul tema:
Le leggi fondamentali della stupidità umana, di Carlo F. Cipolla.

giovedì 18 novembre 2010

Come definire i propri obiettivi: 14 caratteristiche necessarie



Tutti abbiamo degli obiettivi, qualcuno in modo più chiaro, qualcuno meno.
Obiettivi personali, professionali, familiari: in ogni ambito ed aspetto della nostra vita è lecito, spesso necessario, avere degli obiettivi, dei traguardi da raggiungere.

Normalmente gli obiettivi sono fissati in qualche angolo della nostra mente.
Nel marketing personale e professionale, però, è necessario ed opportuno fissarli per iscritto nel nostro piano per poterli definire e chiarire e successivamente misurare e verificare, anche perchè, come si dice in modo erudito: verba volant, scripta manent.

Tre acronimi aiutano a definire le 14 caratteristiche necessarie alla definizione di uno o più obiettivi.

Il primo è un modo tradizionale, ma spesso dimenticato, per definire e scrivere degli obiettivi: il metodo SMART.

Ogni obiettivo quindi deve, o dovrebbe, essere:

1. specifico
2. misurabile
3. realizzabile (in inglese achievable)
4. realistico
5. fissato nel tempo (in inglese time-related).

Un secondo acronimo PURE aiuta ulteriormente:

6. formulato nel modo giusto, in senso affermativo (in inglese positively stated)
7. comprensibile (in inglese understood)
8. rilevante
9. eticamente corretto.

Infine il terzo CLEAR:

10. impegnativo, sfidante (in inglese challenging)
11. legale
12. eco-compatibile (in inglese environmentally sound)
13. condiviso (in inglese agree)
14. registrato, scritto.

Se 14 sono troppi, un quarto acronimo semplifica la vita e definisce la regola base numero 1: KISS: Keep it simple, stupid!

A parte la loro formulazione, tra i vari motivi che non permettono la realizzazione dei propri obiettivi, sette sono ritenuti generalmente maggiormente incidenti:

1. la discontinuità e la mancanza di resistenza nel tempo;

2. la scarsa convinzione e un atteggiamento generalmente poco coraggioso;

3. l'eccessiva razionalizzazione che porta a cercare scuse continue;

4. il non imparare dagli errori passati;

5. la mancanza di disciplina e di focalizzazione sugli obiettivi;

6. la scarsa autostima e poca fiducia in se stessi;

7. un atteggiamento fatalistico e non responsabile.


Che cosa ne pensate?

martedì 16 novembre 2010

Essere imprenditore oggi



L'impresa di contribuire a migliorare il mondo. Uno stimolante video sul significato di essere imprenditore.

lunedì 15 novembre 2010

Sei una partita iva? Ecco il tuo manifesto


Freelance, consulenti, lavoratori professionali: questo è il nostro Manifesto!
Il Manifesto dei lavoratori autonomi di seconda generazione è una interessante proposta di ACTA (Associazione Consulenti del Terziario Avanzato), la prima associazione costituita in Italia per dare rappresentanza a professionisti del Terziario Avanzato come lavoratori autonomi: formatori, ricercatori, informatici, creativi e altre categorie di consulenti, generalmente operanti al di fuori di Ordini e Albi professionali.

Alcuni punti interessanti dalla prima parte:

Ci muoviamo nell’universo, nel mercato, dei beni immateriali.
Tra i mercati è quello che ha visto i maggiori cambiamenti in questi ultimi trent’anni, nell’impresa e nella società, nelle tecnologie e nelle organizzazioni, nell’educazione e nei rapporti umani.
Ci vengono richieste conoscenze complesse, soggette a continui cambiamenti, che non si limitano allo specialismo ma richiedono capacità relazionali non acquisibili tramite percorsi formativi specifici.

Siamo nati con un grande desiderio di libertà e di indipendenza, fiduciosi che le nostre capacità professionali, le nostre competenze, il nostro capitale umano, fossero sufficienti ad ottenere un riconoscimento sociale e un buon portafoglio di commesse da diversi clienti.
A questa idea di libertà e di indipendenza non siamo disposti a rinunciare nemmeno oggi che i tempi sono cambiati ed il mercato si è fatto molto difficile.
Né ci pare di dover rinunciare all’idea che è bello lavorare contando solo sulle proprie competenze, la propria iniziativa, la propria capacità di tessere relazioni, di comunicare - senza patrimoni alle spalle, senza appartenere a consorterie, senza dover piegare la schiena: indipendenti, freelancers, al servizio di noi stessi prima ancora che di terzi.

Noi siamo invece una particolare categoria di lavoro indipendente che non solo è la più “moderna”, la più attuale, ma è anche quella con la tendenza alla crescita più alta, una tendenza che, diversamente da tutte le altre categorie del lavoro autonomo, non si è interrotta nemmeno in questi ultimi anni di crisi. Siamo il futuro del lavoro indipendente, del lavoro cognitivo, il mercato del lavoro professionale dipenderà sempre più da noi.

La capacità di costruire relazioni non si manifesta soltanto nel cercare e trovare il cliente, si manifesta anche nel saper stabilire con il cliente un rapporto di fiducia, nell’ottenere la stipula di un contratto a condizioni dignitose, nel sapersi muovere in mezzo ai meandri delle gerarchie aziendali o burocratiche senza urtare la suscettibilità di nessuno, nel saper costruire un rapporto di lunga durata con la committenza, nel saper difendere la titolarità del progetto, nel saper gestire un rapporto con eventuali collaboratori, nel sapersi far pagare in tempi ragionevoli e via dicendo.


Clicca qui per scaricarlo direttamente in pdf.

Se sei una partita iva ti può anche interessare Il Giornale delle Partite Iva, il primo mensile dei professionisti autonomi e delle nuove professioni, giunto al secondo numero.
Qui la sua pagina su facebook.

venerdì 12 novembre 2010

Il personal branding spiegato in 10 video


Un mini-corso in 10 video per comprendere l'essenza del personal branding.
Per coerenza didattica (e per divertimento) tutti i link segnalati rimandano ad altri video.
Buona visione!

1. L'obiettivo generale: auto-promuoversi per emergere dalla folla




2. I cambiamenti nel mondo del lavoro, della selezione, del business



Puoi anche vedere:
The Future of Work
L'evoluzione del recruiting in un video
I cambiamenti nel mondo del lavoro


3. Le nuove dimensioni della conoscenza e delle tecnologie



Ulteriori stimoli:
come le tecnologie stanno cambiando il mondo del lavoro.


4. La rivoluzione dei social media: i cambiamenti nel modo di comunicare, fare networking, sviluppare business



Per approfondire puoi vedere:
La rivoluzione dei social media in 13 video


5. Il personal branding come opportunità per il lavoro e la carriera



Per approfondire
Making a difference in every little thing we do
Personal Brand: di che colore sei?


6. I casi

La celebrità: Lady Gaga: qui il post di approfondimento



Altri casi celebri:
il precursore Gary Brolsma
l'esploratore Matt Harding
l'imprenditore Tom Dickson


Cercare il lavoro in modo innovativo




Il curriculum 2.0 di Edouard Priet




La reputazione




La creatività



Ulteriori idee di Selfvertising qui.


Riepilogando in sintesi: Diventa anche tu protagonista



Dubbi, domande, approfondimenti: parliamone.

mercoledì 10 novembre 2010

Perché qualcuno dovrebbe diventare un tuo cliente?


Una domanda semplice. Una risposta non facile come sembra.
Se hai una già risposta pronta chiara, diretta, convincente e che, soprattutto, funziona con i tuoi potenziali clienti puoi anche smettere di leggere questo post.

Se non è così potresti avere un problema. Anche perché il motivo (o i motivi di preferenza, ma non più di 2, massimo 3) dovrebbe essere espresso verbalmente in 10 secondi, cioè nel tempo di attenzione che ci viene concesso quando rispondiamo domande come “Di che cosa ti occupi?” o “Che lavoro fai?”.

Poi potresti avere altri 20/30 secondi a disposizione per spiegare ulteriormente la tua attività, ma solo se superi il primo scoglio e agganci l'interlocutore tanto da fargli chiedere “interessante, vorrei saperne di più”.

Molti usano espressioni generiche e vaghe come qualità, esperienza, competenza. Tutti ne parlano, pochi le ascoltano, pochissimi sanno cosa siano in concreto.
Essere specifici e diretti può fare la differenza.

Avere un chiaro e forte motivo (o motivi) di preferenza può permetterti di ottenere attenzione, di essere più facilmente ricordato, di riuscire a differenziarti sul mercato dalla tua concorrenza.

Come arrivare a tale risultato? E’ necessario imparare ad essere sintetici e a focalizzarsi sui reali punti di forza della tua offerta validi ed importanti per i clienti ai quali ti rivolgi.

Un utile esercizio può essere provare a rispondere a 5 domande e poi esercitarsi nella sintesi come descritto nel precedente post “Scrivere il piano di marketing personale”.

1. Quali problemi sei in grado di risolvere?

2. Quali vantaggi ci sono ad usufruire delle tua offerta?

3. Quale soluzione offri al tuo Cliente?

4. In che cosa migliori il business o la vita dei tuoi clienti?

5. Che cosa i tuoi concorrenti non fanno?


Perchè quindi i tuoi clienti dovrebbero scegliere Te?

Prova a rispondere e se vuoi ne parliamo.

lunedì 8 novembre 2010

49 domande per il tuo personal brand


Una libera traduzione ed una riorganizzazione di 49 domande a cui rispondere da uno stimolante post tratto da Personal Branding Blog.

1. Quali sono i tuoi obiettivi?

2. Hai scritto un piano per raggiungerli?

3. Hai già iniziato a perseguirli?

4. Dove vuoi essere tra 1, 5, 10, anni da oggi?

5. Quali sono le grandi idee che hai in mente? Ne hai?

6. Hai “un fuoco che ti brucia dentro”? Credi fortemente in ciò che fai? Sei pronto a combattere con energia e determinazione?

7. Se non ce l’hai, come potresti accenderlo?

8. Ti piace il tuo lavoro?

9. Sei convinto e motivato nel tuo lavoro?

10. In quale tipo di società lavori? Visionaria o dinosauro?

11. Hai già un personal brand?

12. Qual è il tuo personal brand?

13. Come stai promuovendo il tuo personal brand?

14. Quali persone di successo ammiri e usi a modello?

15. Cosa vuoi offrire al mondo di veramente tuo?

16. Credi di poter creare il tuo futuro? Sei convinto di poter creare il tuo futuro?

17. Che cosa ti rende indispensabile?

18. In quali modi fornisci valore?

19. Come ti differenzi?

20. Perché tu sei il migliore?

21. Perché qualcuno dovrebbe ascoltarti?

22. Come puoi comunicare il tuo valore?

23. Preferisci precedere o seguire la folla?

24. Che cosa significa lo status quo per te?

25. Ti piace provare cose nuove?

26. Quali cose nuove stai imparando?

27. Cosa ne pensi?

28. Quando è stata l'ultima volta che hai fallito?

29. Quando è stata l'ultima volta che hai provato qualcosa di nuovo?

30. Quando è stata l'ultima volta che hai letto un libro?

31. Quali sono le tendenze della nuova economia?

32. Come puoi posizionarti rispetto a queste tendenze?

33. Sei rintracciabile su Google, Bing o Yahoo?

34. Cosa trovi su di te quando ti cerchi su Google?

35. Il tuo nome è il primo in prima pagina su Google?

36. Stai monitorando il web con Google Alerts?

37. Quando hai una domanda, cerchi la risposta su Google?

38. Quante connessioni e relazioni virtuali hai?

39. Sei in rete con gli influenzatori (del tuo settore/mercato)?

40. Hai già un blog?

41. Pensi di creare un blog?

42. Segui almeno 20 blog nel tuo campo specifico?

43. Lasci un tuo commento sui blog un paio di volte a settimana?

44. Quando è stata l'ultima volta che hai scritto qualcosa su qualcuno con cui eri in disaccordo?

45. Hai mai chiesto di essere un autore-ospite in un blog di primo piano?

46. Puoi fare il nome di 5 social networks dicendo anche come funzionano?

47. Pensi di scrivere un eBook su qualcosa in cui sei esperto?

48. Ti è stato detto no nell'ultimo mese? Se non è successo, vuol dire che non hai avuto sufficienti occasioni.

49. Quanto tempo ti ci vuole per agire?


Ora è il tuo turno. Prova a rispondere e, se vuoi, ne parliamo.

venerdì 5 novembre 2010

Scrivere il piano di marketing personale


Nel suo intervento al corso "Come usare il marketing personale", Anna Maria Carbone ha focalizzato l'attenzione sull'importanza della sintesi.

Scrivere bene un piano di marketing personale è tanto importante quanto il fatto che abbia un contenuto valido.

E' un dato di fatto che buoni concetti espressi male passano inosservati, mentre grande attenzione ottengono idee mediocri espresse in modo efficace.

Essere sintetici, oggi, è un must per alcune ragioni importanti.

Prima di tutto per una questione di chiarezza: più le parole sono scelte con cura meno ce ne sono di inutili.

In secondo luogo per usare bene l'attenzione di chi legge: siamo tutti abituati a macinare grandi quantità di informazioni e non sempre abbiamo il tempo di distinguere quelle utili da quelle che non lo sono.

"Poche e sentite parole" sono senz'altro preferibili a periodi contorti e verbosi, che hanno l'unico sicuro effetto di distrarre e spostare l'attenzione altrove oltre che a dare un vago sentore di mancanza di rispetto.

La sintesi è un risultato, non un dono. Voltaire affermava "Ti scrivo una lettera lunga perchè non ho tempo di scriverne una breve".

La sintesi, nella scrittura, è un processo che richiede attenzione ed impegno.

Di seguito alcune delle tecniche di cui si è parlato per essere più efficaci nella scrittura professionale e nella compilazione del nostro modello di piano di marketing personale:

1. Usa frasi brevi.

2. Usa attacchi brevi.

3. Usa una lingua robusta.

4. Sii positivo, non negativo.

5. Evita il passivo.

6. Elimina ogni parola superflua.

dal Manuale di stile del “Kansas City Star” di Ernest Hemingway.


1. Non usare mai metafore, similitudini altre figure retoriche che sei abituato a vedere sulla stampa.

2. Non usare mai una parola lunga se ce n’è una più corta.

3. Se puoi tagliare una parola tagliala sempre.

4. Non usare mai la forma passiva quando puoi usare quella attiva.

5. Non usare mai una parola straniera, un termine scientifico o una espressione gergale quando c’è un equivalente nella lingua quotidiana.

dal saggio "Politics and the English language" di George Orwell.


Sotto uno stimolante video sull'uso della virgola.

martedì 2 novembre 2010

Progettare il piano di marketing personale




Un modello pratico per progettare e scrivere il proprio piano personale che abbiamo sviluppato e presentato in occasione della 1°edizione del nostro corso Come utilizzare il marketing personale per sviluppare il tuo business.

Il template è tratto dal modello delle 12P del personal branding ed illustra le fondamentali scelte da compiere (e scrivere in modo sintetico e preciso) per progettare ed implementare un efficace piano personale.
Il modello può essere particolarmente utile soprattutto per i professionisti ed i free lance che intendono sviluppare un nuovo approccio al proprio business.




Se sei interessato a ricevere una copia del modello scrivimi alla mia mail.

Se invece vuoi approfondire le modalità di redazione ed utilizzo del nostro modello di piano personale nella tua attività professionale allora puoi iscriverti alla nuova edizione del nostro corso.
Qui trovi tutte le informazioni utili.

Puoi anche leggere: “Progetta il tuo futuro”: 8 ore di corso piacevolmente volate! un breve post-report di Alessandra Colucci sulla giornata d’aula passata.

lunedì 1 novembre 2010

La formula del personal branding in una slide


Adoro la sintesi. Per questo ho provato a riassumere visivamente il concetto del personal branding attraverso i suoi elementi fondanti in una slide.

Qui potete trovare la slide più grande su Flickr.

Che cosa ne pensate?

mercoledì 27 ottobre 2010

Sul web tu non sei tu, sei quello che dice Google


Casi e riflessioni sul personal branding e su come usare la rete per la propria promozione personale in una bella presentazione di Tommaso Sorchiotti.



martedì 26 ottobre 2010

La strategia di content marketing in 6 passi



Le 6 fasi della strategia di content marketing in una slide di Mark Smiciklas.
Clicca qui per visualizzare la slide più grande.

Le 6 fasi da seguire sono:

1. Pianificare
Sviluppate strategie basate sulle dinamiche dei motori di ricerca, l'uso dei social media e lo sviluppo di contenuti efficaci.

2. Creare
Create contenuti originali che rispondano alle esigenze dei vostri Clienti e risolvano i loro problemi. Sforzatevi di adattarli ai vari formati possibili in rete.
I vostri contenuti dovranno essere: utili, interessanti, piacevoli e credibili.

3. Pubblicare
Pubblicate i vostri contenuti on line anche sui diversi canali dei social media.

4. Promuovere
Promuovete i vostri contenuti attraverso l'ottimizzazione sui motori di ricerca, i social media ed i vari canali on line.

5. Gestire
Gestite, rivedete, aggiornate, integrate i vostri contenuti e il vostro archivio.

6. Analizzare
Raccogliete, analizzate ed interpretate i i dati per comprendere i risultati ed apportare i necessari miglioramenti per le future attività.


Che cosa ne pensate?

sabato 23 ottobre 2010

Il personal branding per i liberi professionisti


Come possono fare comunicazione e marketing i liberi professionisti? Utilizzare il personal branding "significa usare se stessi e le proprie capacità per creare un marchio, una garanzia di fiducia e di valore che viene offerta a chi entra in contatto con noi"(Personal Branding. L'arte di promuovere e vendere se stessi online).


Una bella presentazione di Alberto Antonello con qualche gradita citazione tratta del nostro blog.

giovedì 21 ottobre 2010

3 tipologie di personal brand


Una bella presentazione di Hajj Flemings individua tre tipologie diverse di personal brand: Builder, Leaper e Grustle.





A quale tipologia ti senti più vicino?

martedì 19 ottobre 2010

Il mondo in miniatura: apprezza ciò che hai



Che cosa succederebbe se la popolazione mondiale fosse ridotta ad una piccola comunità di 100 persone? Alcuni significativi numeri che fanno riflettere in un video pubblicato da Miniature Earth.

domenica 17 ottobre 2010

Il marketing personale come strumento per il lavoro (autonomo)



Un piccolo contributo (fuori concorso) preparato per l'ItaliaCamp, la “Tua” idea per il Paese che si è svolto ieri come prima tappa alla Luiss.
Un evento sicuramente riuscito: un grande partecipazione con oltre 1200 persone iscritte al BarCamp romano, tanti giovani, tanto entusiasmo (eccessivo quello di Gianni Letta, nel discorso augurale), molte autorità coinvolte e presenti.
Ansiogeno ma efficace l'orologio che scandiva i 5 minuti disponibili per l'intervento: ha costretto tutti a limitare il tempo della loro presentazione.
Tante idee, qualche riserva sulla effettiva fattibilità.


giovedì 14 ottobre 2010

E tu come insegni? 4 approcci diversi alla conoscenza


4 modi di insegnare, 4 approcci diversi alla conoscenza e al rapporto con gli “allievi”.
4 orientamenti che focalizzano l’attenzione su aspetti diversi, spesso però complementari.
Una riflessione notturna, maturata dopo tanti anni di incontri in aula in cui non è sempre facile capire con quale stile e con quali contenuti trasmettere qualcosa di utile alle persone che incontri.
Anche perché il concetto di utilità e di utilizzo della conoscenza è molto soggettivo, specialmente nella formazione professionale e manageriale.
E allora hai la necessità di mixare i 4 approcci e di utilizzare modalità diverse anche nella stessa lezione.

Inoltre chi svolge una attività di consulenza o comunque lavora con la conoscenza ha spesso la necessità in qualche modo di “insegnare” ai suoi clienti anche quando non è in aula.
E allora le competenze necessarie tecniche e di know how spesso non bastano.
Diventi in qualche modo anche tu insegnante, educatore e motivatore per favorire la comprensione, l’adesione e la necessità delle attività che suggerisci come consulente.

Le competenze poi dell’insegnare si sono molto estese anche in virtù dell’uso sempre più intenso delle nuove tecnologie.


Ed ecco allora il “Networked Teacher” inteso come complesso di sistemi, tecniche e processi di relazione e di interconnessione che chi si occupa di educazione e di conoscenza deve acquisire ed utilizzare.

Che cosa ne pensate? Quali modalità usate in genere?

martedì 12 ottobre 2010

14 passi nel social media marketing


Una breve guida all'uso dei social media per il business in un info-grafico che illustra i 14 passi necessari.

1. Definisci i tuoi obiettivi attraverso l'ascolto dei tuoi stakeholders
2. Cerca di capire dove sono i tuoi clienti
3. Mappa gli influenti
4. Definisci le responsabilità interne
5. Definisci ed imposta i tuoi canali
6. Stabilisci la tua strategia di contenuti
7. Definisci le metriche con cui misurare i risultati
8. Personalizza i tuoi canali
9. Definisci il modello di engagement
10. Definisci la tua politica per i social media
11. Inizia a pubblicare i tuoi contenuti
12. Controlla e misura i risultati
13. Sfrutta la potenza dei tuoi network interni
14. Sei fuori!

Clicca sull'immagine per ingrandirla oppure clicca qui.

lunedì 11 ottobre 2010

10 consigli per la vostra promozione



10 utili suggerimenti per la vostra promozione mutuati ed adattati da quelli dedicati alla pubblicità da Bill Bernbach, una leggenda della pubblicità classica.

1. Andate alla essenza del vostro prodotto/servizio. In termini più semplici l’essenza è il suo vantaggio base. E deve essere tangibile e memorabile.

2. Se possibile, rendete il vostro prodotto/servizio un attore della scena, non solo un oggetto di scena.

3. Immagini e testi deveno essere perfettamente integrati.

4. La vostra promozione deve avere vitalità. Quando la vostra promozione ha una propria personalità, diventa più convincente.

5. Non usate trucchi.

6. Dite la verità. In primo luogo, è una grande trovata. In secondo luogo, si va in paradiso. In terzo luogo, si muove il business perché persone hanno fiducia.

7. Sforzatevi di essere rilevanti.

8. Siate semplici.

9. L’idea sicura vi può uccidere. Dovete avere coraggio.

10. Cercate di risaltare. Se la vostra promozione passa inosservata, è stato tempo sprecato.


Qui il post originale con i 10 principi per la pubblicità di Bill Bernbach.

venerdì 8 ottobre 2010

Cerchi un project manager? Eccolo in stop motion



Cerveau disponible: molto coraggio, un tocco di creatività ed un pizzico di follia ed ecco l'originale video curriculum in stop motion di Edouard Priet che cerca lavoro come project manager e invita a visitare il suo sito.



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mercoledì 6 ottobre 2010

Chi ha spostato il mio formaggio? Una nuova versione


Come vivere ed affrontare il cambiamento nel vostro lavoro e nella vostra vita, in una nuova presentazione tratta dal best seller di Spencer Johnson.

Il formaggio è una metafora di ciò che vogliamo avere nella vita: un lavoro, una relazione, più soldi, una casa più grande, ecc.

Ognuno di noi ha una sua idea di ciò che sia “formaggio” e lo persegue con tenacia perché crede che averlo possa renderlo felice.

Spesso però ci attacchiamo ad esso. E se lo perdiamo, o ci è portato via, ciò rappresenta per noi un trauma.

Ogni mattina noi cerchiamo il nostro formaggio preferito.
Una mattina, però, sparisce il formaggio.
Chi ha spostato il mio formaggio?

I cambiamenti spostano il formaggio!
Il vero problema è: come reagire a questi cambiamenti?

Il formaggio è quello che noi pensiamo che ci renderà felici, e quando le circostanze lo portano via, ci sono diversi modi di reagire.

E qui entrano in scena i 4 protagonisti/profili della storia: due topolini Nasofino (Sniff), Trottolino (Scurry) e due gnomi Tentenna (Hem) e Ridolino (Haw).

I Nasofino sono quelli che anticipano il cambiamento attraverso il monitoraggio del mercato e l’aggiornamento della visione aziendale.

I Trottolini sono quelli che rapidamente entrano in azione e si adeguano ai cambiamenti, secondo la nuova visione aziendale.

I Ridolini imparano ad adattarsi in tempo quando vedono qualcosa di meglio. All’inizio sono titubanti, ma hanno una mente abbastanza aperta per imparare qualcosa di nuovo e adattarsi.

I Tentenna negano il cambiamento e provano a resistere per paura. Vogliono lavorare in un posto sicuro e solo quando i cambiamenti hanno un senso per loro si trasformano in Ridolini.

I quattro personaggi in questa deliziosa parabola rappresentano parti di noi stessi ogni volta che ci troviamo di fronte al cambiamento.

Qualunque sia la parte di noi che scegliamo, tutti noi condividiamo la necessità comune di ritrovare la strada nel labirinto della vita e riuscire a ritrovare il "formaggio" nel mondo che cambia.

Alcuni consigli tratti dai comportamenti dei 4 personaggi:
- Anticipare i cambiamenti e adattarsi ad essi in fretta.
- Se non si cambia, si può rischiare di sparire.
- Quando riesci ad andare oltre la paura, ti senti libero.
- La paura che si costruisce nella nostra mente è peggiore della situazione che esiste realmente.
- Quando si cambia ciò che in cui si crede, si cambia quello che si fa.
- Il formaggio di ieri non tornerà. E’ tempo di cercare nuovi formaggi.
- Muoversi in una direzione nuova aiuta a trovare nuovo formaggio.
- Quanto più rapidamente si lascia andare il formaggio vecchio, più presto si trova il nuovo formaggio.
- Siate pronti a cambiare in fretta, ancora e ancora.
- Quando vedi che si possono trovare e godere nuovi formaggi, cambia rotta.
- I piccoli cambiamenti aiutano ad adattarsi meglio ai cambiamenti più grandi che sono a venire.

Godetevi il cambiamento.
C'è sempre nuovo formaggio là fuori.


martedì 5 ottobre 2010

Il mondo è diventato social: fate parte della conversazione



Costruisci il tuo marchio con Facebook: un semplice e chiaro video illustra come poter utilizzare Facebook per costruire relazioni con i propri clienti.



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lunedì 4 ottobre 2010

Condividi la tua esperienza di marketing personale: uno sharing-contest per un nuovo ebook



Dopo la pubblicazione delle mie interviste nell’ebook “Esperienze di marketing personale”, vorrei raccogliere altre nuove esperienze di professionisti, consulenti, free lance ed imprenditori per un secondo ebook.

Chi volesse partecipare a questa nuova iniziativa di condivisione di know how on line può inviarmi la sua esperienza rispondendo alle 4 domande guida:

1. Quanto ritieni sia importante oggi un approccio strutturato al marketing personale per un professionista?
2. Quali strategie e strumenti utilizzi normalmente nelle tue attività di self marketing e promozione?
3. Qual è a tuo parere l'errore assolutamente da evitare nella propria promozione on line?
4. Che suggerimenti daresti a chi volesse incrementare la propria visibiltà?

Chi intendesse partecipare inoltre dovrebbe allegare anche una breve biografia di 2/3 righe con 3 link che vorrebbe inserire ed una sua foto.

Tutte le esperienze-interviste (scritte con nozione di causa) saranno raccolte in un ebook che sarà veicolato gratuitamente on line dal 15 dicembre.

Le più stimolanti saranno anche anticipate e pubblicate via via su questo blog.
La raccolta delle interviste terminerà il 10 novembre.

Per incentivare e rendere più interessante il tutto tra coloro che invieranno la loro esperienza-intervista entro il 10 novembre saranno selezionate 2 persone che saranno invitate a partecipare gratuitamente al nostro corso “Progetta il tuo futuro” del 26 novembre.

La selezione dei due ospiti al corso avverrà a insindacabile giudizio mio e di Anna Maria Carbone.

Condividere è creare conoscenza.
Molto di quello che apprendiamo, lo apprendiamo grazie agli altri” (Jay Cross).

Per qualsiasi ulteriore informazione scrivetemi pure, qui o altrove.

Sotto il primo ebook pubblicato su slideshare.



Se vi piace lo spirito dell’iniziativa potete condividerla on line segnalandola in giro ai vostri amici e colleghi.
In ogni caso grazie.

venerdì 1 ottobre 2010

Che cosa è l'inbound marketing



Se il marketing personale vive oggi un momento di grande interesse molto è dovuto allo sviluppo dell'inbound marketing.

L'inbound marketing è una strategia di marketing che si concentra sul come farsi trovare dai clienti soprattutto on line.
Si contrappone al marketing tradizionale (outbound marketing) che realizza la ricerca dei clienti attraverso la costruzione di notorietà sul mercato con strumenti quali la pubblicità e le promozioni.

Quindi lo si può definire come l'insieme di tecniche, strumenti e pratiche realizzate on line volte ad ottenere contatti qualificati di clienti interessati alla nostra attività.


Sostanzialmente l'inbound marketing si avvale di tre tipologie di strumenti/attività:

1. Strategie per sviluppare contenuti interessanti da veicolare attraverso una pluralità di strumenti;

2. Tecniche e strumenti SEO per ottimizzare ed incrementare il posizionamento nei motori di ricerca;

3. Una efficace strategia di presenza e di relazione sui Social Media.

Un recente sondaggio condotto negli Stati Uniti tra professionisti del marketing e della comunicazione ha rilevato come la creazione di contenuti, la pubblicazione e la condivisione di informazioni interessanti è l’azione più importante che le persone o i brand possono adottare per aumentare la propria influenza nel web.


Sotto una presentazione introduttiva ai principi e agli strumenti dell'inbound marketing realizzata da HubSpot, principale risorsa on line disponibile sul tema.

giovedì 30 settembre 2010

Personal Business Plan: fatti e numeri in una slide


Una slide-wall che ho utilizzato in aula in questi giorni per introdurre i cambiamenti nello scenario e l'utilizzo di un approccio personale al business nei nuovi seminari organizzati dal Bic Lazio sul Personal Business Plan nell'ambito del progetto "Comincio da tre" di CFMT.

Clicca sull'immagine per ingrandirla.

Che cosa ne pensate?

lunedì 27 settembre 2010

Il posizionamento per i professionisti della conoscenza



Una stimolante presentazione illustra come le imprese della conoscenza possono differenziare la loro strada verso il successo.
Pensato per le agenzie e le società, alcuni suggerimenti possono essere utili anche per i professionisti ed i consulenti.

Ecco in sintesi 10 suggerimenti per il posizionamento dei professionisti:

1. L'essere grandi non è più un vantaggio competitivo

2. E' meglio essere un leader utile che un leader di mercato

3. Non esiste alcun vantaggio competitivo a fare quello che fanno gli altri

4. Termini come "servizio completo" o "ampia esperienza" non differenziano

5. La maggior parte dei servizi professionali non costano troppo ma sono semplicemente poco differenziati

6. La maggior parte delle imprese sono in guerra con i concorrenti invece di cercare nuovi spazi di mercato

7. Nessun cliente compra cose vaghe e generiche

8. Non differenziarsi, stare nel mezzo per accontentare tutti, significa morire

9. Senza differenziazione non c'è strategia vincente

10. I clienti non comprano i tuoi sforzi, ma i risultati che i tuoi sforzi producono.




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giovedì 23 settembre 2010

Una introduzione al marketing


Una esercitazione che uso spesso in aula nei corsi introduttivi al marketing e nel fare impresa.
10 domande fondamentali per approcciare al marketing in una sola slide facile da scaricare e conservare.

Le prime 4 domande aiutano a definire l'identità e la strategia di marketing di base.
La 5° e 6° domanda definiscono l'arena competitiva e le successive tre contribuiscono a individuare le principali scelte del piano di marketing.
L'ultima aiuta ad attivare il processo di miglioramento continuo in base agli sviluppi dello scenario competitivo, del mercato e delle esigenze dei propri clienti.

L'ordine delle domande non è rigido e consequenziale. Ogni risposta successiva può parzialmente modificare o arricchire la precedente.
Occorre ricercare la coerenza delle proposizioni e delle strategie.

Sotto una presentazione più esplicativa delle domande.



Per chi ama, invece, un approccio più tradizionale ecco alcuni appunti sui concetti ed i principi fondamentali del marketing in una impresa con un focus sulle strategie competitive e gli obiettivi aziendali.



Sotto una serie di appunti sui principi di base ed alcuni aspetti importanti del marketing management nei servizi.


Tutto chiaro? Sono a disposizione per ulteriori approfondimenti.
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